Consigli di guida (7)

Manuale di primo soccorso automobilistico

Ciao a tutti.
Stavolta l'argomento trattato riguarda un qualcosa che spero davvero non vi possa mai interessare: le tecniche di primo soccorso da praticare in caso d'incidente.

Per primo soccorso s'intendono tutte quelle tecniche da attuare per limitare immediatamente le eventuali lesioni riportate in caso d'incidente. Se vi state chiedendo chi è che deve adottarle la risposta è immediata: tutti quelli che ne hanno capacità e conoscenza.
Questa risposta potrebbe apparire un po' ambigua... facciamo perciò delle precisazioni.

E' OBBLIGATORIO per tutti noi prestare assistenza a chi si trovi in difficoltà. Obbligatorio innanzi tutto per dovere morale (non credo che sia necessario spiegare perché.. eventualmente ci penserà la nostra coscienza) ed anche perché i codici penale e stradale puniscono l'omissione di soccorso: scappare dopo un incidente comporta l'arresto! (In tal proposito occorre riferirsi all'Art 593 CP che impone a chi trovi un corpo che sia o che sembri inanimato o in evidente difficoltà o pericolo di vita l'immediata assistenza o l'allerta istantanea delle autorità e dei soccorsi, pena la reclusione fino ad un anno e la pena pecuniaria di 2500 euro). Ciò però non significa assolutamente che dovremmo improvvisarci medici: rischieremmo di peggiorare la situazione o di causare danni evitabili (secondo gli Artt. 589-590 CP chi presta soccorso deve farlo in modo corretto: in caso di soccorso che provochi peggioramenti o ancor peggio la morte dell'infortunato, il soccorritore può esser passibile dei reati di lesioni personali o, addirittura, omicidio colposo).

RICAPITOLIAMO quindi:
NOSTRO OBBLIGO E' QUELLO DI PERMETTERE AL FERITO DI ESSER SOCCORSO: Dobbiamo chiamare soccorsi adeguati se noi non abbiamo le conoscenze e le capacità adeguate. In tal caso è fondamentale avvertire il 118 (numero di emergenza sanitario) il 112 o il 113 (numeri di emergenza internazionali; in Italia sono collegati rispettivamente con i Carabinieri e con la centrale di Polizia). Quando necessario può essere utile chiamare il 115 (numero collegato ai Vigili del Fuoco). Dobbiamo proteggere come meglio sia possibile i feriti, anche da noi stessi a volte, cercando di bloccare i veicoli che sopraggiungono o i curiosi che non hanno conoscenze mediche. NON DOBBIAMO MAI SOSTITUIRCI AL PERSONALE MEDICO (rischiamo di causere danni maggiori a chi li ha già subiti e problemi giudiziari per noi).

NON DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE SPOSTARE I FERITI se abbiamo anche il minimo dubbio che l'infortunato possa aver subito un urto a schiena-collo-colonna vertebrale (in particolare ciò vale per le posizioni indicate successivamente; le posizioni anti-shock, laterali etc vanno utilizzate solo se abbiamo la CERTEZZA di questo). Un cattivo trattamento in tal caso può causare danni gravissimi IRREVERSIBILI.

Se decidiamo comunque di intervenire cosa occorre fare ?
Immaginiamo che il primo soccorso sia come una catena formata da più anelli:

  • 1 anello >> Prime misure d'intervento
  • 2 anello >> Chiamata dei soccorsi
  • 3 anello >> Misure di soccorso non urgentissime o secondarie
  • 4 anello >> Trasporto dell'infortunato
  • 5 anello >> Ricovero in ospedale

Se uno solo di questi anelli non fosse eseguito in modo appropriato il soccorso potrebbe non esser efficace.

Qual è allora la funzione del primo soccorso?
Semplice: quella di proteggere gli infortunati e di attuare SEMPLICI ed IMMEDIATE misure di sopravvivenza, evitando nel contempo interventi maldestri di altre persone e avendo sempre bene in mente la prima regola:
"BISOGNA SALVARE LA VITA ALTRUI SENZA COMPROMETTERE LA PROPRIA".

Approfondiamo un po' le varie fasi del soccorso.

1. PRIME MISURE D'INTERVENTO (prima fase).

Tale fase può esser divisa in tre parti:

  • PROTEZIONE DEL LUOGO DELL'INCIDENTE (e prevenzione di ulteriori incidenti).
    Tale operazione preliminare è di fondamentale importanza ma purtroppo molte volte viene sottovalutata. Spesso i danni peggiori di un incidente avvengono perché nessuno si è preoccupato di avvertire gli altri utenti della strada dei veicoli fermi, o perché le persone coinvolte non si sono allontanate immediatamente.
    Cosa fare allora?
    Innanzitutto occorre studiare velocemente il luogo dell'incidente e valutare come comportarci secondo vari fattori: presenza di incendi o di sostanze chimiche per esempio, oppure numero di persone coinvolte così come posizione dei veicoli.
    Mettiamo delle segnalazioni per avvertire chi sta giungendo sul luogo, mettendo per esempio il segnale mobile di pericolo ("triangolo") ad almeno 50 metri dall'incidente; se ci sono feriti immobili al centro della strada buona idea è mettere la nostra vettura a sua protezione (magari non puntando le luci verso i veicoli che stanno sopraggiungendo). Ricordiamoci poi di lasciare spazio agli eventuali mezzi di soccorso: non parcheggiamo né facciamo parcheggiare i veicoli degli eventuali curiosi in modo da ostacolare le operazioni di soccorso. Se l'incidente è avvenuto di notte o in caso di scarsa visibilità è ancora più importante segnalare il pericolo agli altri; una buona idea è quella di farlo con una torcia, stando bene attenti a non puntarla negli occhi di chi sta arrivando.

    Molto importante inoltre è rendersi conto dei possibili problemi supplementari quali: presenza di cavi elettrici, di materiale esplosivo, corrosivo, infiammabile, di gas. Stiamo attenti a non passare da soccorritori in persone bisognose degli stessi: NON TOCCHIAMO FILI ELETTRICI (se c'è necessità di maneggiarli perché a contatto di feriti;occorre prestare una grandissima attenzione: mettiamoci su fondo asciutto e facciamolo con un palo di materiale isolante e non umido. Vi ricordo che la corrente elettrica provoca vari problemi a chi ne resta a contatto, tra i quali il possibile arresto cardiaco: ricordiamoci di ciò soccorrendo immediatamente il ferito , non fumiamo, allontaniamo noi stessi e gli eventuali feriti (se possibile) nel caso di sostanze "strane" presenti, non usiamo telefonini in luoghi pregni di gas esplosivi.
    Merci pericolose
    Se sono presenti altre sostanze pericolose allertiamo il servizio dei vigili del fuoco, magari chiedendo spiegazioni sul come comportarsi comunicando eventualmente i numeri che leggiamo sul cartello arancione presente sui veicoli che le trasportano (quello che vedete raffigurato qui a fianco).
    In linea di principio in tale cartello le cifre superiori indicano il tipo di pericolo(*) mentre quelle inferiori indicano il tipo di sostanza trasportata (ad esempio il 1203 del cartello significa "benzina", il gasolio ha il codice 1202, il metano 2043 e così via).

    * La prima cifra indica il tipo di pericolo primario:
    2 » gas; 3 » combustibile; 4 » comburente; 6 » materia tossica; 8 » materia corrosiva.
    Le altre invece indicano il tipo di pericolo complementare:
    0 » senza altri effetti; 1 » esplosivo; 2 » gas; 3 » combustibile; 5 » comburente; 6 » materia tossica; 7 » radioattivo.
    La ripetizione delle prime due cifre indica un pericolo primario particolarmente presente: 33 ad esempio significa liquido molto infiammabile; la ripetizione delle cifre successive alla prima indica un pericolo gravissimo: 333 significa liquido che si infiamma spontaneamente, senza aiuti esterni.
  • CONTROLLO DELLO STATO DEI FERITI.
    Vediamo ora come comportarci in base alle varie situazioni che potremmo trovarci davanti.
    State bene attenti in questa fase poiché comportamenti errati possono peggiorare la situazione (ad esempio non spostate assolutamente un ferito con dolore alla schiena perché potrebbe aver avuto lesioni alla spina dorsale).
    La prima cosa da fare nel soccorrere i feriti è stilare una scala di priorità, cioè soccorrere prima chi ne ha più bisogno. Una suddivisione può esser fatta in tale modo:

    Priorità altissima:
    • Asfissia;
    • Coma e grave stato di shock;
    • Arresto cardio-circolatorio;
    • Estese emorragie arteriose.
    Urgenza primaria:
    • Gravi ustioni;
    • Membra sfracellate;
    • Traumi del tronco.
    Urgenza secondaria:
    • Fratture alla colonna vertebrale;
    • Fratture esposte;
    • Ferite.
    Bassa priorità:
    • Ustioni superficiali;
    • Fratture non esposte;
    • Escoriazioni, contusioni e ferite leggere.

    Potete notare come urgente non sia sempre sinonimo di grave; ad esempio una frattura alla colonna vertebrale è una situazione gravissima ma non urgentissima: in tal caso l'unica cose da fare è non far muovere assolutamente l'infortunato ed aspettare i soccorsi. Al contrario una situazione urgentissima qual'è l'asfissia non è detto che sia grave se trattata immediatamente.

  • SOCCORSI URGENTI.
    Le prime persone da soccorrere sono quelle con urgenza più alta ovviamente. ossiamo seguire questo schema per intervenire:
    Schema intervento
    Ci sono delle situazioni che potrebbero apparirci molto simili quali l'arresto cardio-respiratorio rispetto ad un semplice svenimento: è evidente che mentre il primo caso è estremamente urgente il secondo lo è molto meno. Come fare allora a distinguerli? Occorre verificare immediatamente la presenza del respiro mettendo una mano sull'addome oppure mettendo un orecchio presso la bocca dell'infortunato. Altro metodo può esser quello di avvicinare una lente o uno specchietto alla bocca: in caso di appannamento è evidente come il respiro sia presente. Altrettanto immediatamente occorre verificare la presenza del battito cardiaco: può esser un buon metodo mettere un orecchio sul torace, oppure possiamo verificarlo mettendo medio ed indice o sul polso, dalla parte del pollice dell'infortunato o sul collo nei pressi della carotide. Stiamo però attenti a non utilizzare il nostro pollice nel controllare l'attività cardiaca: in esso infatti passa un arteria e può verificarsi il rischio di "scambiare" il nostro battito con quello del ferito.
    In caso di mancanza del battito cardiaco si rende necessario effettuare immediatamente il

    Massaggio cardiaco:

    Esso consiste nel praticare delle contrazioni sul cuore.
    La corretta procedura da adottare è:
    • mettere il ferito su una superficie dura, come per esempio l'asfalto;
    • slacciare eventuali vestiti stringenti quali cravatta, cinture camicie;
    • appoggiare entrambe le palme della mano sullo sterno dell'infortunato;
    • praticare delle contrazioni alla frequenza di circa 80 al minuto;
    • fermarsi solo quando il cuore riprende a battere da solo.

    Contestualmente al massaggio cardiaco si rende SEMPRE necessaria la respirazione artificiale: in tal caso occorre praticare 15 contrazioni intervallate da un paio di insufflate. Inutile dire, forse, che è meglio praticare queste tecniche in due persone, poiché richiedono un certo sforzo fisico.

    Respirazione artificiale:

    Tale tecnica consiste nel mandare aria dai nostri polmoni a quelli del ferito.
    Esistono due metodi per effettuarla: bocca-bocca; bocca-naso.
    In entrambe le modalità l'infortunato dovrà esser posto sulla schiena, con un indumento arrotolato sotto le spalle in modo da iperestendere la testa (questa manovra non deve essere assolutamente fatta nel caso di probabili danni alla colonna vertebrale), evitando così che la lingua possa ostruire le vie respiratorie.
    Se sono presenti indumenti stretti occorre slacciarli.

    Nella respirazione bocca a bocca occorre:
    • innanzitutto pulire la bocca da eventuali ostruzioni(terra, protesi);
    • chiudere il naso al ferito per evitare che l'aria invece di andare nei polmoni esca dal naso;
    • respirare a fondo, e facendo aderire le labbra insufflare aria guardando che il torace si sollevi;
    • controllare che il torace si riabbassi;
    • inspirare e ripetere l'operazione ad un ritmo di una fase ogni 3-4 secondi.
    • Fermarsi solo quando l'infortunato tenda a respirare spontaneamente.

    La respirazione bocca-naso è molto simile; essa viene praticata quando l'infortunato presenta problemi alla mandibola o altri impedimenti che ci negano la possibilità di praticare la resp. bocca-bocca. Ricordiamoci anche in questo caso di mantenere la bocca del ferito chiusa per evitare che l'aria esca senza fluire nei polmoni.

    Emorragie:

    A seconda del tipo di ferita le emorragie possono essere di tipo interno od esterno.
    Un'emorragia di tipo interno si riconosce da vari parametri: pallore, agitazione intensa, respiro rapido, ronzio alle orecchie e sete intensa (questo soprattutto è un indice abbastanza preciso della presenza o meno di emorragie: se dopo un incidente stradale un infortunato chiede insistentemente da bere, è molto probabile la presenza di emorragia). In tale situazione occorre mettere l'infortunato in posizione anti-shock (con i piedi sollevati) e trasportarlo immediatamente in ospedale.
    Le emorragie esterne sono invece molto più visibili e sono distinte in emorragie venose (se interessano le vene; le riconosciamo dal colore scuro del sangue e dall'uscita costante dello stesso) ed emorragie arteriose (viceversa, il sangue è di un colore rosso vivo ed esce a fiotti.)
    Se ci trovassimo davanti ad un em. venosa, la nostra preoccupazione sarà quella di tamponare la ferita con garza o panno sterile (controllando comunque che la parte interessata non diventi di colorito bluastro per l'eccessiva pressione), magari sistemando sopra di essi del cotone per tamponare il sangue senza attaccarsi alla ferita e porre la parte infortunata più in alto del corpo in modo da rallentare l'afflusso del sangue. Non dobbiamo medicare né cercare di riavvicinare le ferite. Se sono però sporche di terra possiamo lavarle con acqua per evitare una possibile infezione.
    Queste ultime raccomandazioni valgono ancor di più per le emorragie arteriose, che per loro natura sono più pericolose in quanto il sangue esce a pressioni più alte.

    In tali evenienze dobbiamo cercare di bloccare la fuoriuscita del sangue sfruttando due tecniche:
    • compressione locale: consiste nel tamponare la ferita con panno sterile; se non basta occorre utilizzare la
    • compressione a distanza che consiste nel premere l'arteria a monte della ferita in modo da diminuire l'afflusso del sangue.

    A volte può esser utilizzato il laccio emostatico, cioè un laccio che va legato su agli arti con un solo osso (sul braccio e sulla gamba). Esso può esser di stoffa (preferibile) o un laccio di gomma. Mai utilizzare lacci che possano ledere le carni (fili elettici, spaghi ad esempio).
    L'uso del laccio può esser pericoloso in quanto blocca completamente la circolazione del sangue. Occorre quindi utilizzarlo solo quando realmente necessario (ad esempio per membra sfracellate, o quando vi siano troppi feriti da assistere). Molto utile può essere il segnare l'ora di applicazione del laccio sul paziente. Contrariamente a ciò che si pensa, il laccio emostatico non deve esser allentato una volta messo: questo può provocare scompensi circolatori gravissimi. Ricordiamocene quando lo mettiamo, e usiamolo solo quando il suo uso si rende vitale.

    Stato di incoscienza (sincope e coma):

    La perdita di coscienza è la scomparsa della cognizione di se stessi e dell'ambiente esterno. L'infortunato in tale situazione non riesce a rispondere a domande semplici, e nei casi più gravi, non reagisce a stimoli esterni, quali il pizzicamento. Il caso più grave di incoscienza può portare al coma. Nel caso di incoscienza il trattamento da adottare consiste nel controllare la presenza di battito e respiro: nel caso essi manchino bisogna provvedere assolutamente in modo tempestivo. Se invece essi sono presenti, mentre è assente la sensibilità (risposta agli stimoli) e qualsiasi danno alla colonna bisogna mettere il paziente in posizione laterale di sicurezza (ferito disteso per terra, appoggiato su un fianco, con la gamba superiore piegata per evitare che il corpo si possa muovere, con la testa iperestesa e messa dietro il braccio allungato inferiore); slacciare eventuali indumenti stretti (cravatta, cintura, camicia) e fare in modo che sia trasportato immediatamente in ospedale. In tutti questi casi la nostra premura è quella di chiamare immediatamente, subito dopo i primi interventi vitali, l'assistenza sanitaria.

2. CHIAMATA DEI SOCCORSI (seconda fase).

L'allerta degli mezzi di soccorso è un'operazione da fare il più presto possibile. Per quanto noi possiamo esser esperti l'aiuto di personale specialistico e di apparecchiature apposite può esser fondamentale. Per tale motivo la chiamata degli stessi deve esser immediata e soprattutto chiara. I numeri da chiamare sono 113 (Polizia), 112 (Carabinieri), 118(emergenza sanitaria). Vi ricordo che tali numeri possono esser composti da qualsiasi telefono, anche i cellulari e anche se quest'ultimi sono "a credito zero". Cerchiamo di spiegare al personale che ci risponde il luogo e gli effetti dell'incidente. Una chiamata tipo potrebbe esser questa:

Operatore Soccorritore
Salve... Salve, sono Giovanni Bianchi.
Mi dica... C'è un incidente stradale tra due veicoli.
Dov'è successo? In via Roma, all'altezza del bivio per Napoli, vicino all'azienda "Rossi".
Quando è successo? Alle 13, circa 10 minuti fa.
Ci sono feriti? Sì, ce ne sono 2 di cui uno in stato di incoscienza e uno ustionato in forma leggera.
Ha altre informazioni? Sì, da un veicolo stanno fuoriuscendo dei liquidi di colore chiaro.

Restiamo al telefono fino a quando l'operatore ci conferma di aver avuto tutte le informazioni di cui aveva bisogno. Ricordiamo di esser chiari e calmi e cerchiamo di dare tutte le informazioni utili per permettere ai soccorsi di intervenire in modo corretto.

Colonnina Sos

Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali sono presenti delle colonnine per la richiesta di soccorso.

Colonnina Sos 2

Di solito esse sono poste a circa 2 km di distanza una dall'altra: per sapere qual'è la più vicina a noi possiamo controllare sulla corsia di emergenza le eventuali indicazioni presenti (qui a fianco ci sono due possibili esempi).

Tali colonnine di solito hanno almeno due pulsanti: uno per la richiesta di soccorso medico (normalmente rappresentato da una chiave inglese) e uno per la richiesta di assistenza stradale (rappresentato da una croce rossa su sfondo bianco). Per richiedere l'intervento che ci serve basta spingere il pulsante corrispondente ed attendere che si accenda la luce verde di conferma o, in altri modelli, attendere la voce di conferma. Una volta effettuata la chiamata conviene attendere presso la colonnina di soccorso per permettere ai mezzi di soccorso di trovarci con facilità.

3. MISURE DI SOCCORSO NON URGENTISSIME (terza fase).

Stato di shock.

Tale problematica è una delle più diffuse in caso di incidente in quanto essa può esser dovuta a varie cause: paura, forte emozione, dolore intenso...
Lo stato di shock può esser notato da semplici osservazioni: chi sta per svenire assume un colorito pallido, ha sudore freddo alla fronte ed il cuore che batte più veloce e con battiti più deboli.
Se siamo sicuri che l'infortunato non abbia subito altri danni, potremmo metterlo nella cosiddetta posizione "anti-shock", cioè sdraiato supino con le gambe verso l'alto, in modo da mandare più sangue al cervello.
E' utile, per evitare che il corpo si raffreddi, coprirlo con un eventuale giubbotto o altro indumento.

Ustioni.

Le ustioni si distinguono in pericolosità in base a due fattori: il grado e l'estensione.

Per grado si intende la profondità dell'ustione:
  • un ustione di primo grado è una semplice scottatura,
  • una di secondo grado è un ustione con comparsa di bolle d'acqua e forte dolore;
  • una di terzo invece si nota dalla profondità della stessa, da pelle necrotizzata e da assenza del dolore in via della bruciatura del tessuto nervoso.

Nel caso ci imbattessimo in feriti ustionati, dobbiamo prima di tutto ovviamente spegnere eventuali fiamme ancora vive. Nel caso di ustioni molto estese o cmq con grado superiore al secondo dobbiamo allertare immediatamente il pronto soccorso; nell'attesa NON dobbiamo assolutamente usare pomate o unguenti sulle ferite.
La cose migliori da fare sono: coprire le ustioni con panno quanto più possibile pulito e sterile, non strappare panni di vestito eventualmente rimasto attaccato alla pelle, in caso di ustioni agli arti possiamo farli immergere in acqua per allievare un po' il dolore.

Fratture.

Una frattura si riconosce dall'effetto che provoca sulla persona: causa deformazione della parte interessata con probabile rigonfiamento e dolore molto acuto.
Il nostro compito in tale situazione è cercare di non far fare alcun movimento alla parte ferita.
Pertanto molte volte è necessario fasciare o comunque immobilizzare la parte fratturata con stecche o altro materiale rigido se le fratture riguardano gli arti, con una camicia o materiale simile se la parte infortunata è la spalla, avendo cura di bloccarla aderente al torace.
Se invece la frattura è a carico delle ossa del torace, cerchiamo di mantenere immobile l'infortunato. Stiamo attenti che una situazione del genere potrebbe comportare problemi respiratori (possiamo accorgercene dall'eventuale colorito delle unghia e delle labbra tendente al bluastro) o emorragie: se serve effettuiamo la respirazione artificiale, tamponiamo la ferita con materiale sterile e mettiamo il ferito in posizione semi-seduta: cioè con il corpo allungato e la testa sollevata per facilitare la respirazione.
Ricordiamoci inoltre di coprire eventuali ferite in corrispondenza di fratture esposte (cioè con ossa che sporgono dalla pelle) con materiale quanto più possibile sterile e non disinfettiamo assolutamente.
Altra precauzione da adottare in caso di fratture è quella di prevenire l'eventuale stato di shock causato dal forte dolore e quindi cerchiamo di mettere l'infortunato con i piedi verso l'alto (posizione anti-shock).

Frattura della colonna vertebrale.

La frattura della colonna vertebrale è la frattura più grave possibile, in quanto potrebbe portare a lesioni del midollo spinale con conseguenti possibili rischi di paralisi della parte inferiore del corpo fino alla stessa lesione. In tale evenienza il soccorritore deve evitare assolutamente di muovere o far muovere l'infortunato, cercando comunque di mantenere la linea testa-collo-tronco il più possibile diritta. Nostro compito quindi è quello di tranquillizzare il ferito, di bloccare qualsiasi tentativo di spostamento attendendo l'arrivo dei soccorsi qualificati. Nel caso di infortunato incosciente nostra premura sarà quella di controllare la sua respirazione e il suo battito ricordando sempre di non spostarlo assolutamente e di non fargli fare movimenti della testa o del busto.

Ferite agli occhi.

In caso di corpo estraneo presente nell'occhio (ad esempio un moscerino) potremmo estrarlo utilizzando un fazzoletto. Se invece il corpo si è addentrato nella cornea, non va assolutamente tolto, e la nostra premura sarà quella di portare il prima possibile l'infortunato al pronto soccorso.
Quando l'occhio è investito da sostanze chimiche esso va lavato sotto abbondante acqua corrente, dopodiché dovremmo bendarlo e portare il ferito in ospedale.
Una importante eccezione a tale problematica riguarda la calce, che dovrà essere tolta il primo possibile senza utilizzare acqua.

4. TRASPORTO DELL'INFORTUNATO (quarta fase).

Il trasporto di eventuali infortunati è un'operazione da far fare a persone esperte. Se non è possibile in nessun modo l'intervento dell'ambulanza o dell'elicottero di soccorso o se siamo certi che l'urgenza sia elevatissima dovremmo essere noi ad occuparcene, ricordando sempre dei possibili rischi a cui andremo incontro.
Dobbiamo però di distinguere tra urgenza e gravità dell'incidente: una eventuale lesione alla colonna vertebrale è una situazione molto grave ma con urgenza abbastanza bassa: in tale situazione non dobbiamo assolutamente spostare l'infortunato attendendo l'arrivo di soccorritori più esperti.
A volte il trasporto con mezzi propri si rende indispensabile: stiamo attenti alla guida e adeguiamola all'urgenza delle ferite. Non è assolutamente necessario guidare con imprudenza se non ci sono urgenze; anzi cerchiamo di adottare una guida fluida e regolare, soprattutto se trasportiamo persone con fratture cerchiamo di evitare scossoni dovuti ad una guida sportiva.
E' importante comunque far notare che interventi maldestri o non necessari che comportino danni a chi li ha subiti possono essere soggetti alle pene previste dal codice penale (artt. 589-590).

5. RICOVERO IN OSPEDALE (quinta fase).

Questa fase, importantissima, esula dal nostro articolo. Vi ricordo comunque che sarà veramente efficace soprattutto se le fasi precedenti sono state espletate in modo corretto.

Per dubbi, domande, opinioni e critiche contattateci

Abbiate cura di voi stessi e di chi vi circonda.


Elenco dei Consigli di Guida pubblicati: